Bicocca 2025.
Una finestra sul futuro.

Un ateneo di qualità,
sostenibile ed inclusivo.

CHI SONO

Da più di 15 anni Bicocca è (anche) ‘casa mia’. Qui ho realizzato la mia maturità didattica e scientifica, concepito progetti, vissuto sulla mia pelle problemi e responsabilità, accettando le sfide che via via ci si presentavano davanti, avendo sempre e solo come obiettivo l’interesse della collettività, quel bene comune che è sempre stato e sarà sempre il mio unico fine.

Sono professore ordinario di Storia del diritto medievale e moderno. Quell’immenso laboratorio che è il diritto (e la sua storia) mi ha permesso di acquisire competenze trasversali (perché il diritto permea ogni aspetto del nostro vivere) che consentono di comprendere i mutamenti socio-culturali. E da giurista so interpretare il senso della legge, distinguendo tra ciò che è obbligo, ciò che è facoltà, ciò va corretto, con gli strumenti adeguati per contrastare la confusione normativa. E’ un valore aggiunto in una realtà dalla legislazione schizofrenica.

ESPANDI IL TESTO

Ho assunto il ruolo di direttore di Dipartimento negli anni di attuazione della legge Gelmini, che – com’è noto – ha rappresentato un cambiamento epocale per le università, con il passaggio dalle Facoltà ai Dipartimenti e la necessità di ridefinire assetti, organi, e compiti. Come (e con) gli altri direttori di Dipartimento ho vissuto in prima persona le fatiche e le difficoltà di questo cambiamento, senza mai rinunciare a farmi portatrice delle istanze che provenivano dal basso presso gli organi di governo. Si è trattato (e si tratta) di un’esperienza straordinaria, umana e professionale, che nel confronto con le diverse realtà presenti in Ateneo mi ha permesso di cogliere la fondamentale ricchezza delle nostra variegata composizione. Dialogo, confronto con punti di vista spesso diversi dal proprio, energica difesa di alcune prerogative fondamentali, lavoro continuo e rispetto istituzionale sono stati la mia cifra. Un’esperienza, quella di direttore, che si è accresciuta negli anni di rappresentanza in Senato accademico e nel PQA-RR, e che mi ha consentito di conoscere da vicino i complessi ingranaggi della ‘macchina’ universitaria che deve necessariamente comporre istanze interne, direttive, provvedimenti e disposizioni di governo, desideri e realtà.

 

Da pro-rettore all’orientamento e al placement ho avuto la possibilità di imparare molto su aspetti della terza missione che considero fondamentali per il nostro futuro. Il confronto continuo e costante con la Commissione di orientamento, in cui tutte le aree del nostro Ateneo sono rappresentate, ha permesso ancora di più di approfondire la comprensione delle esigenze diversificate presenti nel nostro Ateneo. Il lavoro con e per gli studenti ha portato a pensare alcuni servizi e iniziative che sono divenuti una realtà consolidata per il nostro Ateneo. La Rete dei Servizi, le iniziative di orientamento (dagli open day alla ‘Primavera in Bicocca’ alle giornate di dialogo riservate ai genitori), l’adesione ad Alma Laurea e al progetto Garanzia Giovani, i “Bicocca Job days” sono solo alcune delle molte iniziative che abbiamo sviluppato in questi anni grazie all’entusiasmo e alla competenza di tutti i componenti della Commissione.

 

Sono esperienze che hanno consentito acquisizione di competenze, visioni strategiche e capacità realizzative. In questi anni di didattica, di ricerca (sfociata in una produzione scientifica nazionale e internazionale) e di ruoli istituzionali molte sono state le reti intessute: appartengo a comitati di alcune prestigiose riviste scientifiche; ho avviato relazioni con il mondo delle aziende, delle imprese e con Assolombarda, interlocutori necessari per percorsi di inserimento dei nostri giovani nel mondo del lavoro; ho rapporti costanti con il mondo della carta stampata e dell’editoria, con le istituzioni locali (Comune, Regione, Distretto – al cui tavolo siedo per il tema della formazione così come sono componente del comitato dei garanti del Collegio di Milano – ), nazionali (dal Parlamento alla Corte Costituzione, dal Cun al Ministero, grazie anche al mio ruolo nella Conferenza nazionale dei Direttori di Giurisprudenza, all’insegnamento nella Scuola Superiore di Magistratura, alle iniziative culturali promosse e a cui sono stata invitata a presenziare) e internazionali grazie ai miei studi, alle mie ricerche (sono componente di alcune collane/riviste straniere, ma soprattutto è la Storia del diritto ad avere una dimensione sovranazionale e ad avermi consentito di venire in contatto con studiosi di altri paesi, che si avvalgono delle mie competenze e conoscenze per costruire progetti attinenti alla ricerca di base) e al progetto del Dipartimento di eccellenza, cercando sempre di promuovere e rendere protagonista non la mia persona, ma il nostro Ateneo.

 

Queste competenze e un lavoro instancabile vorrei oggi mettere a disposizione: in una realtà in cui l’ossessiva ricerca ed esaltazione del ‘nuovo’ rischia di smontare e mortificare il concetto stesso di competenza, vorrei portare la mia storia a servizio dell’Ateneo, assumendomi un compito di responsabilità.

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